Devilman
Fanfiction dedicata ai personaggi del cartone animato, ambientata proprio dopo il finale della serie.
Accetterà Miki la vera natura di Akira?
L’odore del Sangue

Attenzione: Inuyasha, Sesshomaru, Rin e gli altri personaggi sono di proprietà di Rumiko Takahashi.
Ombre
Inauguro il Blog pubblicando due delle mie storie, dedicate agli eroi della mia infanzia OMBRE Reika76 Ti fisso di soppiatto, ogni volta che volti lo sgardo, lo faccio da anni, da quando sono diventata donna. L’unico problema è che tu sembri non essertene mai accorto, oppure fingi benissimo. Quale di queste risposte scegliere? Dipende da come veleggia il mio umore: fratelli prima, commilitoni poi, quante volte ci siamo salvati la vita a vicenda, sinceramente credo di aver perso il conto. La guerra il sangue , i mostri guerrieri, l’Imperatore delle Tenebre, la fortezza minacciata, la morte del Dottor Kabuto, la Terra da salvare…troppe cose per accorgerti di me e dei mie sentimenti, della mia pelle ambrata che anela solo alle tue carezze. Le labbra dello sprezzante Tetsuya Tsurugi non sono certo fatte per baciare, ma solo per proferire parole di lotta e battaglia. Eppure quando non le atteggi ad un sorriso sarcastico , sembrano morbide e calde come le mie. Vorrei sfiorarle, ma non oso. Continuo a fissare il profilo del tuo volto, il sole al tramonto ne addolcisce i tratti. Ora che è giunta la pace, ci sono meno rughe sul tuo viso, leggo meno sofferenza nel tuo sguardo, e torno ad illudermi che un giorno forse ti accorgerai di me. Le favole, nessuno me le ha mai raccontate da bambina, ho conosciuto solo armi ed esercizi ginnici, sarà per questo che continuo a crederci ora che sono adulta. La balaustra della balconata si è incisa sul palmo delle mie mani dal tanto che la stringo. Rabbia? Frustrazione ? No, puro e semplice desiderio… La tua sciarpa si muove placida dietro di te, nel vento della sera. Il tuo sguardo si perde lontano, verso l’orizzonte, quando ti volti verso di me c’è solo serenità nei tuoi occhi. Raramente ho visto uno sguardo simile, vorrei perdermi nelle profondità delle tue iridi, ma non me ne dai il tempo. "Esco in ricognizione Jun, vieni con me?" Sfodero il migliore dei miei sorrisi:"Certo". Ci avviamo insieme verso l’hangar. Ti seguo in un percorso fatto milioni di volte. Sono stata la tua ombra per tanti anni Tetsuya, nulla mi impedirà di continuare ad esserlo. Nel buio della guerra non mi hai mai notato, ma forse ora….nel sole della pace ti accorgerai di me. SOLITUDINI…. Ti giri per l’ennesima volta sulla branda, che si fa sempre più scomoda ogni istante che passa, Il caldo è opprimente, perfino il lento frusciare del ventilatore è un fastidio. Ti alzi, inutile restare sdraiati e cercare di dormire ancora. Almeno quando c’erano i mostri di Mikeros,l’afa estiva non era un problema, crollavi esausto ed addormentato con la stessa velocità di chi è stato un soldato per tutta la vita. Ora questa tranquillità ti sta sfinendo, quest’attesa infinita, di cosa poi? Non è ben chiaro. Quando tra un attacco e l’altro passa troppo tempo è perchè i nemici tramano nell’ombra… Scuoti la testa, ah Tetsuya smettila di farneticare, fuori c’è la pace, dentro una sottile inquietudine che disturba e pungola fastidiosamente tutti i tuoi sensi. Sei un uomo di guerra, ed in tempo di pace ti senti straordinariamente fuori luogo. Avanzi con lentezza fino alla portafinestra che dà sulla balconata. Se hai sperato di trovare un po’ di refrigerio all’esterno hai commesso un macroscopico errore. La cappa di calore e umidità è anche peggiore. Dal balcone sotto il tuo viene della musica, ancora quell’assurda canzone. "In tempo di pace il guerriero si scaglia contro se stesso, perchè non c’è piu’ requie per il suo animo adesso" Sbuffi, forse dopotutto non è così stupida, come ogni cosa nasconde in sè un fondo di verità. Ti sporgi leggermente dalla balconata, la stanza di Kabuto è illuminata. Fai per chiamarlo, quando improvvisamente t’accorgi che le ombre proiettate sul terrazzo sono due, ed una è certamente quella di una donna. Ah, che dopo settimane di accese discussioni, si siano finalmente riconciliati? Impossibile, Kabuto ha espresso molto chiaramente le sue intenzioni al dottor Yumi.Ed in ogni caso i progetti che ha portato con sè, la dicono lunga anche a chi non è un esperto nel campo tecnico. Il recupero di Minerva X, la costruzione di una gigantesca astronave capace di compiere viaggi interplanetari,o meglio, perfettamente in grado di raggiungere Fleed, ed una certa principessa in poco tempo. Molto più probabile che la graziosa Sayaka abbia giocato la sua ultima , disperata carta per cercare di fermarlo. Non puoi trattenere una risata sommessa, sussurri divertito:" In bocca al lupo Koji, con quell’arpia c’è poco da scherzare!" Del resto le donne, chi le capisce: è bravo!!! Detergi lentamente il sudore dalla fronte, usando la manica del pigiama. Koji, è profondamente cambiato, da quando è tornato, ogni giorno che passa , non fai che ripeterti che il ragazzo si è finalmente fatto uomo. C’è una profonda consapevolezza nel suo sguardo, una decisione nei suoi gesti che prima mancava. Anche Jun è cambiata, è diversa, c’è qualcosa in lei che non ti riesce d’inquadrare, è sempre presente ma allo stesso tempo lontana e persa nei suoi pensieri. Se non la conoscessi bene diresti che è innamorata! Scuoti la testa, mah , impossibile sarà colpa del caldo. Che la tanto desiderata pace logori il suo sistema nervoso quanto il tuo? Dalla sua camera che è proprio accanto alla tua non viene luce, che sia uscita? Scuoti le spalle, dai un ‘ultima occhiata in basso , le ombre hanno preso consistenza, Kabuto indietreggia verso la balausta mentre Sayaka gli si avvicina con la più innocente delle espressioni stampata in viso. Meglio farsi un giro, non vuoi certo trovarti a portata d’orecchi nel momento in cui le cose degenereranno. Sayaka negli States deve aver seguito qualche corso di perfezionamento su come sbattere le porte e sfondare i timpani ad un uomo, perchè in questo è una vera maestra! Gli strilli dei loro litigi riempono intermittentemente il laboratorio da almeno una settimana. Abbandoni disgustato il forno che normalmente è la tua camera, dopo aver indossato un paio di pantaloni ed una maglietta. Le chiavi della moto strette in pugno. Dove andare? E’ il profumo del mare a guidarti verso la baia, il filo del destino verso un incontro totalmente inaspettato. Lasci la moto ai piedi del promontorio, non manca molto all’alba, tantovale mettersi comodo.Resti seduto, con gli occhi rivolti all’immensa distesa, mossa appena dalle onde. Noti con un certo disappunto che non sei il solo ad aver scelto la scogliera, c’è qualcun altro più in basso, sta aspettando il sorgere del sole per farsi un tuffo. Lasci correre i pensieri, liberi, insieme alla fresca brezza che soffia dal mare. Immagini di battaglie, nemici uccisi, armi, situazioni disperate si susseguono una dopo l’altra. Luoghi diversi, eventi differenti ma in tutti c’è un’unica costante: lei. Per qualche strana ragione non riesci a smetterla di pensare a Jun, a quanto ti è stata vicina in questi anni, a voler ben vedere è l’unica con cui puoi vantarti di aver avuto una relazione umana. Socchiudi gli occhi desideroso solo di mettere pace tra il caos dei pensieri. Quando li riapri il sole ha già fatto capolino sul mare, illuminando con la sua luce, l’indomito tuffatore che sta per buttarsi dalla scogliera: riconosceresti quella pelle ambrata tra mille è Jun. Scatti immediatamente in piedi , tuffarsi da quell’altezza è una follia, pura e semplice… Ma il tuo grido arriva troppo tardi, le onde inghiottono l’esile figura senza che tu possa fare altro che correre freneticamente verso la spiaggia.Avanzi nell’acqua senza curarti minimamente dei tuoi vestiti.Comprendi d’aver trattenuto il respiro solo quando Jun esce dalle onde, e ti fissa lo sguardo colmo di sorpresa. Lentamente le sue labbra si distendono in un sorriso. E’ così bella che ti mozza il respiro in gola, non puoi fare altro che porgerle la mano, un gesto sciocco e privo di senso grida la tua parte razionale, ma incredibilmente significativo per entrambi. Raggiungete la spiaggia insieme tenendovi per mano per un attimo le vostre ombre si allungano a formarne una sola sulla sabbia. Una nuova serenità ha preso il posto del turbine di emozioni che albergavano in te fino a poco fa. Jun inizia a canticchiare il ritornello di quella stupida canzone. Per quanto lo trovi sciocco non puoi trattenerti dal concluderla: "In tempo di pace il guerriero si scaglia contro se stesso, perchè non c’è piu’ requie per il suo animo adesso. Nessun nemico da affrontare, niente più ostacoli da superare. Solo un cuore ferito entro cui cercare qualcuno da amare"





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